Granfondo Alè: il grande ciclismo accende la 1816 Bike Zone Livigno

850 partecipanti, un percorso spettacolare e il traguardo iconico del Mottolino: Burke e Van der Moeren vincono una gara dal grande contenuto tecnico

Livigno, 28 giugno 2026 – Sole, temperature ideali e oltre 850 ciclisti al via hanno regalato alla Granfondo Livigno Alè un’edizione destinata a rimanere tra le più riuscite degli ultimi anni. Per un’intera giornata la 1816 Bike Zone Livigno è tornata a raccontarsi attraverso ciò che la rende un riferimento per il ciclismo in alta quota: un territorio in cui la ricerca della performance incontra la bellezza della montagna, trasformando ogni salita in un esercizio di tecnica, resistenza e consapevolezza.

Dai primi chilometri fino all’ultima, severissima ascesa verso il Mottolino, la gara ha accompagnato gli atleti attraverso alcuni dei passi alpini più iconici dell’intero arco alpino. L’altitudine, la successione dei valichi e la gestione dello sforzo sopra i 1.816 metri hanno reso ancora speciale il percorso, unico nel panorama delle granfondo italiane, ricevendo l’apprezzamento unanime di tutti gli atleti al via.

Particolarmente spettacolare il gran finale al Mottolino, già arrivo della tappa regina del Giro d’Italia 2024. Gli ultimi due chilometri, durissimi e scenografici, hanno selezionato definitivamente il gruppo dei migliori, regalando un epilogo degno di una grande classica alpina.

Prima ancora, sulle rampe del Passo del Forno, la corsa aveva già iniziato a disegnare la propria selezione: una trentina di atleti ha affrontato insieme la terza salita, prima che il gruppo si dividesse tra il percorso Medio e quello Granfondo. Nel tracciato lungo, gli uomini di testa sono arrivati in otto ai piedi del Foscagno, dove il ritmo imposto dal canadese Jack Burke, già vincitore dell’edizione 2025, ha progressivamente ridotto il gruppo fino all’allungo conclusivo sul Mottolino.

A imporsi è stato proprio il canadese, profondo conoscitore delle strade livignasche, dove sceglie spesso di allenarsi durante la stagione. La sua è stata una prova di grande intelligenza tattica e personalità, che rafforza ulteriormente il prestigio internazionale della Granfondo Livigno Alè, sempre più capace di richiamare alcuni dei nomi più autorevoli del circuito.

A vincere la gara femminile, invece, è stata la belga Ils Van der Moeren, protagonista di una prova autorevole, condotta sempre in spinta, a testimonianza dell’importante vocazione internazionale di un appuntamento di spicco nel calendario estivo.

Nel percorso Medio si sono imposti due atleti locali, entrambi portacolori del Team Fire & Ice Livigno. Tra le donne ha conquistato il successo Manuela Pedrana, che ha commentato:

«Provengo dallo sci alpinismo e conosco bene il significato della fatica. Queste montagne fanno parte della mia vita e poter arrivare al Mottolino, lo stesso traguardo che ha incoronato il Giro d’Italia nel 2024, ha reso un percorso già spettacolare ancora più emozionante.»

Successo anche per Mattia Longa, atleta del Livigno Team, capace di interpretare al meglio un format di gara originale, che premia strategia e capacità di gestione dello sforzo:

«È stata una gara molto divertente, perché il tempo veniva preso soltanto sulle salite. Una formula che ti obbliga a trovare una strategia diversa dal solito. Sul Mottolino siamo riusciti a fare la differenza e, nel tratto più duro, sono riuscito a staccare gli altri ragazzi con cui ero in fuga. Vincere la gara di casa ha sempre un sapore speciale.»

La Granfondo Livigno Alè archivia così un’edizione di grande successo, confermando ancora una volta la capacità della 1816 Bike Zone Livigno di trasformare la montagna in uno dei contesti più autorevoli del ciclismo endurance. Un percorso severo, spettacolare e ormai iconico, che continua ad attirare alcuni dei migliori interpreti del panorama internazionale insieme a centinaia di appassionati desiderosi di misurarsi con una delle sfide più affascinanti dell’estate alpina.

 

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Sulle orme di Pogacar: lo spettacolo mozzafiato della Granfondo Livigno Alè

Oltre 1000 atleti provenienti da tutto il mondo si sono messi alla prova sui passi più iconici. Ancora una volta Livigno capitale del ciclismo: Jack Burke e Laura Simenc si impongono sul traguardo del Mottolino. 

Livigno, 28.06.2025 – Grande successo per la Granfondo Livigno Alè, che ha animato il sabato livignasco, portando sulle strade della località oltre 1000 atleti provenienti da ogni angolo del Pianeta, nonostante il cambio di programma dell’ultima ora. Il maltempo degli ultimi giorni, infatti, ha provocato il cedimento di un muro di contenimento, che ha rovesciato sull’asfalto detriti, massi e fango lungo un tratto del tracciato. La conseguente chiusura stradale, imposta dalla Prefettura, ha impedito lo svolgimento della gara prevista sul percorso più lungo, dirottando tutti i partenti sul tracciato medio, da 106 chilometri e 2050 metri di dislivello.

Un percorso comunque magnifico, dall’importantissimo livello tecnico, che ha preso il via da Aquagranda, il Centro di Preparazione Olimpica e sede di Casa Italia per i Giochi del 2026, e attraversato il centro di Livigno fino a raggiungere il Passo della Forcola, per entrare così in Svizzera. Da lì, i ciclisti hanno affrontato il passaggio suggestivo del Passo del Bernina, sono discesi lungo l’Engadina, e hanno attraversato il tunnel Munt La Schera, per proiettarsi poi verso le salite conclusive. Gara vinta dal canadese Jack Burke, nel maschile, in 2 ore, 50 minuti e 26 secondi, che è riuscito con una progressione impressionante a staccare il resto del gruppo di sette fuggitivi con il quale si era presentato ai piedi del passo Eira. Tra le donne invece, grande performance di Laura Simenc, prima donna al traguardo, atleta slovena, a conferma dell’importante tenore internazionale della competizione.

Di particolare impatto è stata la doppietta di salite mozzafiato che ha concluso la prova, con due giganti del ciclismo internazionale in rapida successione: il Passo Eira e il passaggio conclusivo, sul Mottolino, che hanno permesso ai migliori di fare la differenza e che hanno fatto rivivere le emozioni dell’arrivo in solitaria di Tadej Pogacar durante la tappa regina del Giro d’Italia 2024. Tadej a cui era anche ispirato il “segmento Pogacar”, una gara dentro la gara, che ha premiato l’uomo e la donna che hanno impiegato il minor tempo per completare il tratto dal passo Eira all’arrivo, proprio quello dove il campione sloveno, l’anno scorso ha fatto la differenza. Il premio, una bici da corsa Pinarello, è stato vinto da Jack Burke e Laura Simenc, gli stessi atleti che hanno vinto le classifiche generali.

Una giornata davvero speciale, per un disegno semplicemente magnifico, apprezzatissimo da tutti gli atleti presenti al via, rimasti colpiti dal mix di fascino paesaggistico e difficoltà tecniche, ben descritto dalle parole di Zdeněk Štybar, ciclista ceco, plurimedagliato mondiale di ciclocross, vincitore di tappa alla Vuelta e al Tour, due volte secondo alla Parigi-Roubaix e trionfatore della Strade Bianche 2015, che ha commentato: “È stata una gara splendida, che ci ha portato su strade iconiche, capaci di far sognare. Da un lato c’è grande complessità tecnica, come nel durissimo tratto finale, che davvero si fa sentire nelle gambe, dall’altro il contatto continuo con una natura mozzafiato. Ecco perché Livigno è una capitale del ciclismo europeo e tutti la scelgono per venire ad allenarsi e a divertirsi sulle due ruote. In più per me è un luogo speciale, ci ho passato almeno tre settimane l’anno per le ultime 25 stagioni, ed è sullo Stelvio che ho proposto a mia moglie di sposarmi”.

Granfondo Livigno Alè 2025 che si chiude quindi con un grande successo partecipativo e organizzativo, e che si inserisce perfettamente nella proposta turistico sportiva di una località legata al ciclismo in ogni suo aspetto. Il paradiso alpino per gli amanti delle due ruote, dai semplici appassionati ai più importanti campioni, che troveranno sempre, a Livigno, la risposta perfetta alle proprie esigenze.

Appuntamento dunque alla Granfondo Livigno Alè del prossimo anno, il 27 giugno 2026.

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